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Un Hurricane nella terra degli uragani

Uragani nel mondo – Parte 2

La settimana scorsa abbiamo scambiato due parole con Elia Ofosu, e ora è il momento di intervistare l’altro nostro ambasciatore in terra straniera, Filippo Pinto, che da Settembre scorso sta frequentando l’anno scolastico in un liceo della Florida, dove ha avuto anche l’opportunità di unirsi alla squadra di football locale.

In effetti un Hurricane non poteva che sentirsi il benvenuto nello stato americano degli Uragani!

Ciao Filippo,

Siamo molto curiosi di scoprire come tu stia vivendo la tua esperienza oltreoceano.

Prima di tutto, raccontaci qualcosa della località in cui stai abitando.  Della scuola che frequenti e di cosa ti abbia spinto a sceglierla.

Com’è l’offerta sportiva proposta dal tuo istituto? E che possibilità concrete ci sono di praticare uno o più sport e di studiare allo stesso tempo con profitto?

Mi trovo a Miami, più di preciso a Kendall, un quartiere a Sud-ovest dal centro della città nel quale campetti da basket, baseball e football di certo non mancano. Ho avuto la possibilità di giocare con i Vipers, una squadra di football della Felix Varela High School, scuola fantastica che frequenterò fino alla fine dell’anno scolastico. [la scuola non l’ho scelta, l’organizzazione la sceglie in base alle tue esigenze]

Dico fantastica perché ho instaurato amicizie e rapporti che non dimenticherò; ma non voglio negare che sia anche per la facilità dei test in confronto a quelli italiani.

Come la gran maggior parte delle High school americane ogni istituto presenta diverse attività sportive, dal basketball al tennis, atletica ecc. in base del periodo annuale ne vengono presentate diverse.

Football è stato praticato nel periodo autunnale, ogni giorno dalle 3:30pm alle 7:30pm (esclusi i weekend), è stato veramente difficile ambientarsi all’intensità degli allenamenti, ma con l’energia della squadra e la voglia di raggiungere obbiettivi  allenarsi al sole con 40 gradi non era più un problema e in poco tempo le mie prestazioni in campo erano migliorate significativamente.

Tu hai trovato spazio nella squadra di football del liceo. Hai dovuto affrontare qualche tipo di selezione per prendervi parte?

Per entrare nel team mi è bastato presentarmi al coach e mostrargli la mia voglia di giocare, poi se gli piaci e gli servi non avranno problemi a metterti in azione durante le partite. (Non da escludere che per giocare bisogna avere una media abbastanza alta, infatti sia i college che le high school danno molto peso al lato formativo, può essere un esempio l’entrata nei college in quanto puoi essere il miglior giocatore in città ma se non hai buoni voti non ti mettono neanche nella preselezione. Intendo per le borse di studio)

Raccontaci come si svolgevano abitualmente gli allenamenti e di come erano organizzati rispetto a quanto hai visto qui in Italia.

Gli allenamenti sono stati sempre ben organizzati, con diversi tipi di attrezzature e buon equipaggiamento, grazie alla somma che il sistema americano decide di riservare per il settore sportivo, la squadra infatti aveva a disposizione più di un massaggiatore per eventuali infortuni o problemi muscolari, ed una scorta di Gatorade per gli allenamenti.

In che ruolo hai giocato? Com’è andata la stagione?

Avendo giocato negli Hurricanes come linebaker ho deciso di continuare in quella direzione. Ho avuto l’opportunità di sperimentare anche come runninback.

La stagione non è andata molto bene, infatti in un complesso di 10 partite ne abbiamo vinte 3 senza neanche passare alle selezioni.

Nonostante questo è stata una stagione divertentissima ed ho avuto l’opportunità di stringere bei legami.

Cosa ricorderai con maggiore soddisfazione di questa tua esperienza americana?

Ricorderò con maggior soddisfazione la mia crescita fisica e mentale che ho avuto in questo periodo.

Allora a presto Filippo e Go ‘Canes e Go Vipers!

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